Ispirato & conforme ad eventi realmente accaduti (con testimoni anche stranieri) presso Berlino la mattina dell’8 Agosto 2011

Da seguire con musica:

 

Ho Perso Il Tram Delle Quattro E Venti
a Berlino 

Ho perso il tram delle quattro&venti!
ho perso il tram delle quattro&venti;
ho perso il tram delle quattro&venti;
ho perso il tram delle quattro&venti!
con i soldi del currywurst comprerò un po’ di taxi,
Non credo che tornerò, prendi pure l’aereo da sola che
ho perso il tram delle quattro&venti. Non ritorno a casa.
Oggi no: non ritornerò, penso per un po’*
Ho la birra più pesante e due paia di panini, la maglietta del bauhaus e due fogli di giornale messi sotto la cintura;
lascio lo spazzolino sopra al termo e mi soffio sul caffé anche se fuori ci sono solo italiani.

* un buon motivo per non ritornare comunque è l’aeroporto di Milano Bergamo Orio al Serio come volete chiamarlo. Più orizzontale dell’aeroporto di Brindisi, più squallido dell’aeroporto di Bari e peggio organizzato dell’aeroporto di Lecce per aeroplanini e modellini radiocomandati. In filodiffusione continua un brano probabilmente scritto da Ca**eroli che parla della valle che risponde con gli zufi venuti giù dai monti e che ogni buon posto ci fanno un parcheggio, e “sembra di essere al salone / delle auto da cafone”. Quando ci sono arrivato**, per prima cosa sono andato al bar a chiedere un caffè. La ragazza dice: “caffè secco?”, io non avevo la minima idea di come dovrebbe essere un caffè umido perciò dico “un caffè e basta. Un vero caffè italiano”, molto pubblicitario. Lei mi guarda con supponenza e ordina al tipo al bancone un vero caffè italiano per il ragazzo, e quando poi è il mio turno lui mi dice “tu sei quello del vero caffè italiano”. Mi hanno marchiato. Ci sono dovuto stare un sacco nell’aeroporto, ma almeno sono incappato per caso in una simpatica ragazza di Lecce che conosco e ho scritto l’indice della mia tesi.

** Oltretutto senza veri ritardi perché in realtà non ho perso dei tram, ma il tram delle quattro e venti si è fermato in mezzo alla strada per un blocco elettrico in mezzo al nulla, mentre tornavamo dai nostri techno club. Le ragazze volevano prendere subito un taxi senza fare un passo perché dovevamo attraversare una strada totalmente spaventemente buia. Ma io ero disposto pure a farmela a piedi fino alla stazione dove c’era il nostro ostello (sei chilometri più in là) così alla fine abbiamo preso prima un altro tram e poi un bus notturno e siamo arrivati freschi freschi. Mi sono lavato, ho preso lo zaino e me ne sono tornato in Italia. Ci ho messo un giorno a collassare del tutto.