1) Zu;

2) dormire un’ora;

3) video di Bjork che a natale apre il suo televisore per scoprire cosa c’è dentro.

Bjork’s T.V.

QUINDI! (ops, bagno)

q+Quindi,.

le americane non sanno mangiare

signore ti prego non voglio mai più litigare con una ragazza-immagine de Il Circolo; signore perdonami.

Quindi io sto continuando a studiare duro, continuando a confondere la stampa cliché e la stampa rotocalcografica. Ieri parlando: “sì ora sto studiando per il test dell’accademia” “ah si studia per quello?”, questo aspettando una crépe davvero spettacolosa per riprenderci da un’eccessivo ingurgitarci di sushi, troppo sushi, mamma mia quando sushi, ci usciva il riso dal naso ragazzi. Riso e 2.0.

Quindi. Se esistesse la terminologia “prendere sopragamba”, me la applicherei, ragazzi. Sto davvero arricchendo il contenuto del mio cervello. Là fuori è pieno di gente davvero brava e divertente, che neanche Oria o Torre Santa Susanna. Quante cose imparo.

Perchè nomi idioti, ma stupendi, di generi musicali, come “big beat”, “breakcore”, “queercore”, “noisecore”, “melvins” o “alva noto” non arrivano fino in italia? Voglio poter dire, “che genere fate?” “eh, melvins big beat” e poter farmi capire dall’interlocutore X. Sarebbe una situazione di un certo livello. Melvins Big Beat. Questo sì che è un nome che farebbe breccia nel popolino.

Coda di paglia, eh?

Ah scusate se ci sono davvero un casino di anacoluti nel post precedente.

Donne vi amo
ciao

Una situazione che dovrebbe generare, quasi per costume sociale, 1) tristezza 2) senso di vuoto 3) domande noiose e retoriche, invece nel nostro caso genera 4) euforia, sbalzi di umore, psicopatologia, parlare a voce troppo alta, troncare discussioni, orari strani, ricerca di normalità eccetera. A me queste situazioni che si generano mi puzzano tutte di costume sociale. E la cosa mi rimane appesa là in gola. Là là. Cosa bruttona, quando una cosa diventa costume vuol dire che la indossi a carnevale per sfogarti, tipo il giullare che diventa re eccetera. Carnevale non mi interessava molto, però l’anno scorso l’ho fatto a Putignano da Armando e c’era questa situazione di divertentismo un po’ artistoide, in fin dei conti Putignano è una di quelle città d’arte tipo Grottaglie: dove tutti hanno un livello minimo di nonsoche (ovviamente è tutta una finzione per chi il livello ce l’ha). Mi ha splafonato un casino girare vestito da vecchio e farmi fare l’aerosol perchè il nostro preventivamente truccato amico nel ruolo della badante procace promiscua prolattina ci causava dei (fittizi invero) infarti. La gente ci guardava concupiscente perchè il nostro amico-badante oltre ad essere davvero lussuosamente baldraccato (le donne com’è noto amano e ambiscono truccare l’uomi) aveva anche annullato oltre alla sua manifesta sessualità maschia anche le sue inibizioni verso vecchi e giovani, chi più chi meno truccato, che veniva sempre abbordato. Io da vecchio tiravo mazzate con un bastone sui giovinastri impertinenti ma soprattutto sbombavo un sacco un buon vino acquistato a prezzo di favore dai barismi in loco. Era una situazione luminescente ma più spenta rispetto agli altri anni che a quanto pare erano davvero (dài ora lo dico:) di pregio.

Comunque questo non c’entra molto, anzi un cazzo, con la situazione iniziale, che però è un po’ un embarassement e un po’ un privé solo che altrimenti non sapevo come cominciare a dar di tastiera perchè non volevo ricominciare a parlare di belle donne cyborg che poi sennò mi viene la malinconia di non essere nato con venti anni di ritardo e in piena infiorescenza di cervelli cibernetici; sai com’è, a volte basta un pizzicorino sodasoda per strofinarti un po’ di malinconia in testa. Ma poi queste situazioni passano bzzbzz come vengono. È mio padre che discute di religione su facebook che passa meno in fretta.

Da oggi il paradigma cambia, ci sono voluti dei mesi, ma ho deciso:

non mi sposo non più perchè non voglio, ma perchè sto aspettando che 草薙 素子 avanzi la sua proposta di matrimonio

verso di me

Il pregio della Menabrea (vùvùvù birramenabrea punt com) non è uno solo, anzi, è una birra multi-pregio (come il multi-tasking, c’è anche il multi-pregio). Innanzitutto è una birra che ha un costo giusto. Questa dicitura era in alcuni libri di Bruno Munari, in ogni caso sia ‘costo’ che ‘giusto’ mi paiono appropriati e si abbinano che è una bellezza. Poi la Menabrea ha altri pregi: la grafica dell’etichetta, il sapore, il colore, la mancanza di appesantimento sullo stomaco, la sensazione alcoolica progressiva e ben misurata (questo è il pregio di molte birre, tranne della crest e della gordon platinum che invece vomiti e hai mal di testa). Il pregio più inutile della Menabrea, giusto per non fare l’acido dicendo che non è un pregio, è che è una birra italiana.

Io però dico che la Menabrea essendo di Cuneo, quindi proveniendo da circa 1000km in linea d’aria da qui, ha più o meno la stessa distanza che può avere una birra prodotta ad Istanbul (lì sono sicuro che ci sarà qualche birreria gagliarda da qualche parte) o in Marocco (luogo meno gagliardo). Quando ero a Dublino, al Guinness Storehouse, mi sono sentito a 0 km dalla mia Mecca. E avevo solo quindici anni. Tutta la vita davanti, ragazzi. Poca esperienza e ancora un qualche interesse in certi discorsi religiosi. Poi, fortunatamente, è passato tutto.

La vita forse comincia davvero solo quando la smetti di pensare alla religione che ti hanno inculcato i tuoi genitori, eh? Allora i figli di atei o apateisti (o testimoni di geova) devono aver passato dei brutti quindici anni. Chissà perchè il mondo è pieno di atei ma di apateismo non se ne sente mai parlare, dovrebbero farci i manifesti per i muri!

A Francavilla il quindici settembre c’è la festa patronale. Per l’occasione in piazza, dove si esce, hanno messo le luminarie. Le luminarie sarebbero tipo una tradizione di questi luciuaiuoli che fanno queste incredibili opere di visual art – optical art ante litteram, ma io so che sono solo pacchianate da gentaglia anni ‘50 che aveva bisogno della festa religiosa per un’autorizzazione a godersi la vita. Ancora oggi un sacco di gentaglia anni’2000 vuole le giustifiche per godersi la vita e infatti io, alle luminarie, preferisco questo disco di Alva Noto. E scusate se mi ripeto.