Ascoltando i brani di Garry Schyman realizzati per Bioshock, inquietante, profondo ed artistico videogioco in cui si è immersi in una distopia anni cinquanta sommersa dal mare (eloquente, direi), cercando di installare i driver di uno scanner collezionando tutte le santità assortite di questo lato dell’universo, e ascoltando il temporale battente sulla finestra e sulla strada, a catinelle, con i lampi, i tuoni, i fulmini roboanti, beh, si crea una certa atmosfera.