Ascoltando i brani di Garry Schyman realizzati per Bioshock, inquietante, profondo ed artistico videogioco in cui si è immersi in una distopia anni cinquanta sommersa dal mare (eloquente, direi), cercando di installare i driver di uno scanner collezionando tutte le santità assortite di questo lato dell’universo, e ascoltando il temporale battente sulla finestra e sulla strada, a catinelle, con i lampi, i tuoni, i fulmini roboanti, beh, si crea una certa atmosfera.
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1 comment
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Giugno 29, 2009 a 6:33 pm
earn
gud job, man