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Questi sono i termini usati dai visitatori per trovare il vostro blog.

  • isis radiant
  • frasi maialone
  • sesso porco
  • quelli che fanno sesso
  • porco sesso

Poco altro, ultimamente mi sfogo letteralmente scrivendo in altri modi (debaser e blocco note), quindi può anche darsi che non leggerete altre minchiate per un po’. Non so

Il successo del ‘porco sesso’ sta andando abbastanza bene, non speditissimo, certo, ma già meglio del caro vecchio ‘termini greci’, e si spera anche più duraturo (speriamo anche per quelli che cercano). C’è una lieve maggioranza che cerca sesso porco più che porco sesso, che in effetti potrebbe sembrare più un insulto o non so. Ma chi se ne frega, l’importante è il successo (oltre alla gnocca e ai soldi), quindi anche se quel post non ha nessun minimo significato, va alla grande. Spakko.

Con questo post, che si intitola, giusto perchè ripetere non guasta, ‘porcone fanno sesso’, che è un po’ come ‘troione fanno sesso’, ’sesso con maiale’, ‘maialone porche’, con queste ultime frasi ASSOLUTAMENTE NON scritte per alzare ancora il successo, ma bensì per stilare delle possibili alternative, ecco, mi sono scordato come cominciava il periodo. E in ogni caso un periodo che aspetta tre righe per concludersi è decisamente inconcludente, quindi tanto meglio chiudere. È colpa di mio padre: il suo modo di scrivere è talmente ultrasintattico multilivello inscatolato periodi da quinto e sesto grado e oltre che in un modo o nell’altro la cosa è filtrata in me, ed io sono ormai quindici anni che kombatto kontro la prolissità. Quindi alla fine ho anche troppo, in questo post. Buonanotte. Porcone fanno sesso.

earthache scrive:
stenf
§°Mad_World°§ scrive:

assafatari
earthache scrive:
iafa iofo
defu dafa efi?
§°Mad_World°§ scrive:
getu ygieg frillazzi
earthache scrive:
defro pofro colofrollollò!
§°Mad_World°§ scrive:
atù
earthache scrive:
detù emù
§°Mad_World°§ scrive:
Traduzione: oggi ci vediamo alle 5 in ateneo
earthache scrive:

perfetto
posso sempre contare su di te

Avevo notato che il titolo dei post, più è facile e magari ricercato sul web, più mi permette di attirare i pischelli googlomani qui. Questo spiega il successo pressoché incommensurabile dell’ormai ben noto “termini greci in caratteri corsivi”, in cui la locuzione incriminata (e che trovo regolarmente nelle statistiche riferite a google) è “termini greci”. Quindi questo post avrà un proporzionale, biblico successo. All’alba vincerò.

A occhio e croce, se siamo verso la Pasqua (e se ho ancora abbastanza reminescenze inconsce di catechismo) siamo anche in Quaresima, che, sempre se la memoria non mi inganna, sarebbe tipo Gesù che per quaranta giorni è stato nel deserto senza mai mangiare, con tutto il diavolo che gli diceva “ah bello, ah gaggio, andiamo a farci una lasagna da mia zia, dài bello, e non farti pregare, lo sai che mia zia con le lasagne ha anche vinto una roba tipo premio… eddai bello, su”, insomma, un lavoraccio, tant’è che poi è diventata una delle dieci personalità più importanti della storia di alcune popolazioni umane negli ultimi 3000 anni (non credo che gli aborigeni australiani, al tempo, ne rimasero molto impressionati). Ma io non credo di diventare una personalità molto importante, anche perchè com’è ben noto ormai il mondo è globale e la civiltà è globale e siamo tutti globali (anche se c’è il terzo mondo, ma è un altro discorso, va là), quindi la mia tentazione sarà un po’ fine a se stessa e quindi è solo una questione personale.

La questione in questione è che, il 21 Aprile e poi il 5 Maggio, esce il nuovo album degli ISIS, Wavering Radiant (rispettivamente su Hydrahead in vinile e su Ipecac in cd, per questo due date). Chi mi conosce sa i livelli maniacali a cui posso giungere quando si tratta di ISIS (in pochi l’hanno visto, ma ho [tra le altre cose] uno di questi e in questo momento mi osserva dalla mensola dietro di me), tipo quella volta che mi sono fatto francavilla-roma e roma-francavilla nello spazio di una giornata (e nottata conseguente) per vederli live a roma in prima fila, con l’esame P.E.T. il giorno dopo (prenderci poi un Excellent è stata una di quelle soddisfazioni collaterali, quelle che).

Inoltre, chi conosce (anche poco, ormai) il rapporto tra musica e file-sharing sa che un cd, prima di uscire, lo si trova in leaking anche un mese prima, certe volte anche di più (leaking significa che qualche produttore, agente, stronzo o cose del genere mette il cd a disposizione degli utenti nettofili), con poi i soliti casi di leaking clamorosi, che vengono fuori quando il gruppo ottiene una certa fama (una fama notevole. Tipo, niente storie per gli ISIS, ma per gli ultimi Mastodon, ormai clamorosamente majorati, sì) (non ce l’ho con loro, ma l’ultimo disco mi ha ciofecato di brutto). Insomma oggi il disco degli ISIS è stato leakkato per benino, e lo si trova senza sforzo.

E qui entra in scena Gesù, l’influenza storica e le lasagne della zia del diavolo. Perchè io sarei Gesù, l’influenza storica non lo so, le lasagne è ISIS – Wavering Radiant, e il diavolo sono certi figuri (due nomi a caso: Alessandro e Emanuele) che mi mandano – PAZZI – persino il link. Ad esempio:

Alessandro Lippolis scrive:
amico
se sta roba è vera
ti faccio morire all’istante
*link omesso perchè ve lo andate a cercare, se siete curiosi*

earthache scrive:
ehehe
mi spiace
Alessandro Lippolis scrive:

pacco?
earthache scrive:

già il badu mi ha detto che si trova in giro
no no è lui
è anche una figata
MA IO RESISTO
Alessandro Lippolis scrive:

OCCRISTO
[...]
Alessandro Lippolis scrive:

quant’è che manca?
due mesi?
earthache scrive:

il 21 aprile esce il vinile
5 maggio cd
Alessandro Lippolis scrive:

ma tu aspetti che esca per scaricarlo
o lo compri e aspetti che ti arrivi per ascoltarlo?
earthache scrive:

in realtà se nessuno mi ferma prima rischio di ordinare il vinile e portarmi a lecce il giradischi di mia zia
Alessandro Lippolis scrive:
un dramma
ma secondo me fino a domani non reggi
earthache scrive:
è la mia quaresima
QUARANTA GIORNI CON GLI ISIS A PORTATA DI CLIC
Alessandro Lippolis scrive:
che tortuga *
earthache scrive:
va bene
allora questa finisce dritto dritto sul blog
e quanto conosco aaron turner te lo mando a casa a schiaffeggiarti
Alessandro Lippolis scrive:
per me è una conquista
earthache scrive:
allora saremo contenti in due, amico.

*  la tortuga recordings è una sussidiaria della hydrahead records

I Reveries divennero famosi sull’isola di Hokkaido (al tempo isolata da tutto il resto del mondo per una sospetta epidemia di raffreddore, scoppiata nei distretti poveri del semiquartierino di Bzu) nel periodo dell’esplosione del fenomeno Lamù, quando furono proprio loro a far esplodere la ragazza aliena (Armando Genco, noto appassionato di bikini, realizzò il modello tigrato che divenne poi autentico trademark dell’arrapatona jappo). Nonostante il loro indiscutibile fascino, conquistato a botte di sake e guinness nei peggiori bar di Antananarive, i leader della Sony e della KA-GA-TA! Corporation, con sedi distaccate anche a Oria e San Michele Salentino (si dice che i Reveries praticarono molte guarigioni maggiche sugli operai di San Michele), decisero di attaccare i cinque con un’armata infallibile di bambini karate. I cinque, sottoposti a incessanti bombardamenti (come quella volta in cui gettarono uova e pomodori in un paese tribale in provincia di brindisi) abituati a scontri di ben maggiore livello, si affidarono alle qualità di Andrea Angelini che grazie ai suoi studi ingegneristici riuscì a fabbricare 200,000 nintendo Wii utilizzando solo degli elastici, un televisore scassato e i capelli rimasti ad Armando e al Defranco (che poi sono ricresciuti per opera divina). I nintendo Wii, che al tempo dello scontro ancora non esistevano, furono accolti favorevolmente dall’esercito di bimbi Karate e anche dalla Sony, che, rinunciando alle ostilità, garantì eterna ricchezza al gruppo acquisendo il brevetto del nintendo Wii, senza però mai specificare quando questa ricchezza sarebbe stata inviata ai cinque. Pieni di sconforto per essersi fatti infinocchiare, non essendo presente nessun notaio nell’organico del gruppo, in cerca di emozioni forti i cinque si spingono fino in Mongolia, in un viaggio di ricerca spirituale, ma non trovano nient’altro che una montagna di sabbia, ossa di dinosauro e birra scadente.

Dopo la fine del conflitto mongolo-tibetano, che si dice provocato da Andrea Pantano quando disse al Dalai Lama ‘lo sai che sembri un Umpa Loompa?’, i Reveries ricevono il prestigioso Quinto Ordine della Cavalleria d’Onore delle isole Fiji e decidono, ad ogni buon conto, di demolire tutto l’arcipelago Macronesiano, come dimostrazione di forza. Si dice che l’eruzione vulcanica che provocarono all’uopo, ispirò gli stessi Reveries per il brano Flare, dimostrando che tutto dai Reveries parte e ai Reveries ritorna. La pericolosa congiuntura Macro-figiana, di cui la Nuova Zelanda approfittò varando numerose leggi contro il reato di Reveries, portò infine i cinque a scoprire le delizie della musica tradizionale italo-balcanica (di cui i neozelandesi sono notoriamente patiti) portando ad un’ulteriore evoluzione di impronta più CO.BR.A-astrattonista-esclusivista al sound dei cinque, che nel frattempo hanno realizzato degli split con Stonecutters, Melt-Banana, CO:DE (resuscitati per l’occasione a suon di nintendo Wii), nonchè il geniale split Reveries + Il Resto Del Mondo, in cui Il Resto Del Mondo ascolta i reveries che suonano per tre ore di fila, alternando geniali rivisitazioni di Stravinsky e Rachmaninov a pezzi del loro ormai classico repertorio (che conta circa 154 brani, 3 balletti, 87165 haiku in rima alternata e un sonetto leopardiano). Questo split fu un tale successo che nessuno se ne fregò niente.

earthache scrive:
io invece gggiovedì comincio il corso di musica elettronica
sono il più figo e ho un robottone mazinga nel garage
Marsha Mellows… scrive:
asidhiUAHSUHAUH
stenfs
earthache scrive:
vero!

Devia. Devia da qui stronzo, cambia strada, cerca l’altro percorso. Mi hanno detto che dal lungomare hai una vista da cani: una vista strepitosa addirittura. Potremmo magari prendere la tangenziale, che ne dici? Fiancheggiare gli stabilimenti abusivi abbandonati per finta usati da quelle persone che non vogliono dare nell’occhio, poi passare accanto ai mulini a vento, i mulini a vento sono incredibili, non trovi? Spinti dall’invisibile. Adesso le chiamano centrali eoliche, ma niente da fare, sono mulini a vento. È vero che non niente grano macinato niente mulino, ma non posso farci molto, tu sei Don Chisciotte e loro saranno per sempre i mulini a vento, cascasse Sancho Panza. Il succo di prugna, che cazzo, il succo di prugna gettalo via. Mi sembra intollerabile questo pensiero della macchina e noi dentro e tu a berti sto benedetto succo di prugna. Di prugna? Tra tutti i frutti dell’universo, la prugna? Allora domani andiamo in un negozio che so io e compriamo una fornitura di olio di magnolia, e da domani ti devi lubrificare tutto il corpo con quello. Sì, accidenti, voglio che tu sia sempre lubrificata a puntino, in tutte le situazioni. Sicuramente tutto quest’attrito deve farti un male cane, vero cara? Lascia che lecchi. Ecco. E da domani olio di magnolia. Un toccasana, sai? Dicono che la magnolia sia una delle piante con fiori più antiche. Più o meno nel periodo in cui gli ultimi dinosauri ancora se la godevano in lungo e in largo, anche la magnolia cominciò a godersela. E se pensate che le piante con fiore sono venute fuori intorno agli 80 milioni di anni fa, che i dinosauri sono stati il tipo animale dominante per 140 milioni di anni, e che la Montalcini non ha ancora neanche 100 anni, si capisce subito: i dinosauri non sono un “tipo” animale. Sicuramente un bel tipo, ma non solo un tipo. La classe non è acqua, e la birra non è acqua; ma l’acqua non è aria, e l’aria galleggia.

Il costante calo delle visite a questo blog, costante seppur non drammatico,  con un febbraio di assoluta popolarità alle spalle – 457 visite contro una media mensile che gira sui 250 – ed un marzo che a metà del suo corso arriva a sole 170 visite, potrebbe destare preoccupazione nel Dipartimento. Troppo poche per nutrire come si deve i miei gangli nervosi, che sono molto sensibili agli stimoli esterni quando si tratta di produrre dopamina: soddisfare la mia sete di visite è un bisogno endorfinico simile a quello che si crea quando si accende un amplificatore sul palco, quando si conosce per la prima volta una persona e capisci subito “ne avrò molto a che fare”, quando ci si infila nelle coperte dopo 36 ore non-stop, quando si fa sesso, quando la birra è buona, quando ti vengono i brividi ascoltando musica, quando il volume è alto, eccetera. Al Dipartimento si sa che le endorfine non sono mai un male quindi che una stronzata come un grafico in ascesa costante alla pagina Statistiche (cliccabile comodamente dal menu “Il Mio Account” che sta in alto a sinistra – confort) possa portare a più endorfine, beh, questo allora è un bene.

Quindi ci si interroga, al Dipartimento, sul come aumentare le visite in modo da scatenare piacere et autostima: il primo sistema, quello che sembra più redditizzzzzzzio, è il webcomic. È semplice (non serve nemmeno saper scrivere la È accentata maiuscola con l’unicode, pensate!): si prende uno spunto, ci si disegna un capocchiame, eccetera. Anche in uno stile del cazzo che richiede solo un minimo senso dell’umorismo, come qualcuno che non citerò perchè non voglio farmi odiare da nessuno, men che meno da TE. Oppure potrei fare il blog a tema: come i blog sugli errori della gente che va in libreria o i blog sulle scritte sgrammaticate dei murales o un blog in cui parlo solo della mia vita, degli eventi che mi capitano, di tutte quelle tenerezze assortire, oppure un blog di cucina, oppure un aggregatore di notizie, oppure tutte queste cose insieme. Oppure potrei fare il blog semiartistico, il blog che parla di illustratori; un blog di foto, un blog con tutti i miei wip, un blog di poesia strutturalista (esiste, magari non è poesia, ma esiste), oppure un blog di file sharing! Quelli vanno davvero alla grande. Spakkano, se capite cosa intendo.

La cappa sembra l’elemento fondamentale delle feste di questa generazione. La grande K si protrae su tutto e tutti, inglobando tutto in quest’ammorbarsi uterino di elementi combusti. La cappa ovviamente è di fumo, ma anche di respiro – anidride carbonica espulsa e rimasta là a stagnare senza un sufficiente ricambio d’ossigeno. Basterebbe quella a provocare torpore, assopimenti, sensazioni di leggerezza, sballo. Quando esci fuori, ti sembra di finire sotto una doccia. Un po’ ti manca il tenero abbraccio della K, diresti, e invece col cazzo – la K è fastidio, cristo, mi sono lavato i capelli e ancora hanno un po’ di odore, che magari adesso sembra tipo aroma da fumatore pulp/noir, ma a me fa schifo al cristo, e meno male che avevo da cambiarmi, altrimenti adesso sarei una specie di ciminiera ambulante a quanto i miei vestiti (compresa la maglietta che stava sotto la felpa che stava sotto al giaccone) sbuffano fumo all’esterno. Tipo i passanti che ti guardano male, o l’attivista WWF che ti tira un calcio.

Myspace

e facebook

stanno muovendosi in un processo che la forma di un lemniscata

in cui inizialmente i due

trovandosi ai massimi opposti

decisero di ciclicamente riavvicinarsi

fino alla fine poter coincidere del tutto, nell’amore universale

nel 2012

Secondo un tale ricercatore israeliano, più è veloce la musica che ascolti mentre guidi, più alte sono le possibilità di spakkarti il capoccion in un sinistro stradale. Le statistiche non sono a mio favore (visto che il 30% della musica che ho in macchina è anche fuori scala rispetto al grafico).