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Se dovessero stabilire un’unità di misura per l’attrazione da dettagli, al livello massimo di tale unità – poniamo 10/10 – si darebbe l’attribuizione di ‘costante di de franco*’.
Sarei capace di incensare un disco solo perchè ha una bella copertina (ehm…) senza rendermi conto di farlo per quello. Sarei capace di innamorami di una ragazza solo perchè quando si scosta i
capelli dalla fronte lo fa inclinando in un modo particolare le mani e gli occhi (o anche perchè ha tante tette. Ad esempio Scarlett Johansson ha un ottimo davanzsguardo, è per quello che domani mi innamorerò di lei. Ma non crediate che sia facile praticare così l’amore: è estenuante, schifoso, noioso, conturbante, difficile. Apologa la masturbazione, ma si può andare avanti). Mentre secondo certi giornalisti bene informati l’unità di misura citata all’inizio non è in nessun modo valida, io continuo strenuamente a ribadire che Eugene S. Robinson è prima che cantante (?) degli Oxbow, un giornalista, ed ha anche scritto un libro. La sua principale occupazione non è mettersi il microfono nelle mutande. Quello è un contrappunto e soddisfazione personale, venuta dopo massicce sedute di ascolto dei The Jesus Lizard durante la sua fulgida e pittoresca adolescenza, ovviamente intanto si faceva una canna. La domanda è: cosa pensa Eugene Robinson di Scarlett Johansson? Qual è il rapporto tra i microfoni e le mutande di Eugene Robinson?
Mentre scrivevo questo blog mi sono innamorato di qualcun’altra. Qualcuno morirà per questo.
Visto che ormai siete sempre di più a preoccuparvene, sì, il gattino sta bene. È ben nutrito e pulito, sebbene tutto ciò non dovrebbe essere merito di un essere umano (o di due, nella fattispecie me e mia madre), miagola fino all’eccesso se qualcosa non va bene quindi a meno che non ci colpisca un’enorme sordità simultanea nessuno corre rischi.
Il Reventador si è acceso di nuovo: dopo l’eruzione violentissima del 2002 (colonne di fumo alte 17 km / in inglese ‘the plume of the volcano’, immagine stupenda) . La piuma del vulcano. Una piuma morbidissima.
Io mi sono anche (quasi) sforzato, ma il problema resta: la retorica e lo stile di Beppe Grillo mi fanno sinceramente evacuare, mi danno stizza, fastidio. Un fastidio in grassetto. E con molti punti. Affermazioni clamorose, forse. O meglio, qualche riferimento culturale, Krakotopovskjiano, sempre subito prima di. Un punto. Vaffa.
Se i Vulcani eruttassero Piume, saremmo in un mondo che potrebbe dirsi un pelino migliore. Non avremmo bisogno delle blogstar (non mi riferisco a beppe grillo. Mi riferisco a quelle che finiscono negli articoli di riempimento dei tg pre-serali e grazie a ciò fortunamente non ne sento mai parlare), perchè sarebbero le piume a darci quel sostegno da blogstar. Napoli sarebbe una delle città più belle del mondo. In Sicilia la mafia prenderebbe forse in considerazione un sistema per far eruttare più abbondantemente l’Etna.
Se i Vulcani eruttassero Piume, dopo l’eruzione ottocentesca e devastante del Krakatoa non ci sarebbe stato un anno senza estate, ma un anno di piumaggi.
(che schifo beppe grillo che fa un post-elogio funebre ad un firmatario di una sua roba. Cristo, io odio la gente che fa elogi funebri agli altri così)
In questa specie di necrologio-commozione-sottospecie di “omaggio” per una persona che non voglio citare per nome vista la minima razione di rispetto che credo vada data in partenza a qualunque cosa respiri (meglio se senziente) viene anche riportata la lettera di un’amica che dice cose come:
Se esiste un Dio se esiste adesso deve sentire l’urlo di profondo dolore di tutti noi, di chi mi ha chiamato al telefono, piangendo e singhiozzando… non sei giusto, sei scorretto, ingiusto e crudele. Se esiste un Dio.
Ora sono cose che una persona può scrivere, provare e sentire per la morte di una persona cara, tutto giusto e sacrosanto, ma ora ditemi perchè cazzo Beppe Grillo ce s’è messo in mezzo, ha postato il tutto, ha fatto venire il magone ad un sacco di gente? Cos’ha ottenuto? Una storia tipo quella degli eroi, gente comune, gli eroi lavoratori morti nei cantieri, i morti ammazzati dalla mafia, i morti ammazzati dai pirati della strada? Che cazzo gli prende alla gente quando pensa che ciò che dice ha un minimo di valore per gli altri?
Ma soprattutto, cosa può significare la richiesta popolare per un parlamento pulito in confronto alla perdita della vita? Mi spiegate perchè non dovrei impedire al tonnellaggio di parenti che sopravviverà alla mia morte di scrivere qualunque necrologio? La risposta all’ultima domanda è che potrei anche impedirglielo, ma da vivo. Da morto non si impedisce un bel niente (posso sempre impedire a quasi tutta la popolazione mondiale di fare sesso con me. Devo cominciare a farmi una lista di necrofili della zona). Quindi finchè vivrò nessun parente mi scriverà un necrologio. Ragionamento brillante. (questo grassetto era grilliano, eh)
Adesso, io eoni fa ricordo che pensai al necrologio, e ora riprendendo le file del discorso, si potrebbe anche dire una cosa come ‘fatemi tutti i necrologi che vi pare. Crematemi, schiumatemi, spargetemi nella laguna, buttatemi nel Gange, mangiate il mio cervello, disperdetemi nello spazio, dedicatemi un tempietto, tenete una foto con una lucina sempre accesa. Chissenefrega.
Però Beppe Grillo il post su di me morto non lo deve fare.’
Lo Bbumbu è la pericolosa degenerazione dell’altrimenti innocua e gustosa (magari anche simpatica) piadina romagnola. Si tratta di un alimento unico, che può permettere la sopravvivenza anche per più di un giorno, ed apporta tutti i nutrienti necessari ad una vita sana (e anche di più) (quanto sana, è tutto da scoprire).
Innanzitutto, vi serve una piadina da riscaldare, di quelle belle pronte e tondeggianti. Potreste anche prepararvi voi la base, ma fate come vi pare…
Dopodichè vi servirà un frigo. Apritelo.
Prendete dal frigo:
1. Tutti i formaggi e latticini che ci sono (gorgonzola escluso: non è ancora stata testata la sua compatibilità collo Bbumbu)
2. Tutti i salumi
3. Tutte le salse (maionese, ketchup, salsa rosa, salsa tartara, salsa tonnata, salsa salsa…)
4. Tutti quelli aggeggini come: sottaceti, giardiniera, funghetti sott’olio, insalatine, rucola
5. Un paio di robuste foglie di insalata a scelta (io vado per lo più di brasiliana)
6. Se volete inserire cose come: wurstel, bastoncini di merluzzo messi in frigo, polpette, cotolette ecc. siete liberi di farlo (anche le patatine fritte avanzate dal pranzo domenicale sono ben accette. No, non rubatele dal mcdonald’s per metterle nel Bbumbo. Non disonoratelo. Questa è cucina autentica e tradizionale!)
7. Sarebbe bene avere anche origano e curry
Adesso vi servirà una bella pentola antiaderente piatta, di quelle da farci le piadine.
Cuocete la piadina per due minuti, poi giratela dall’altro lato e mettetela a fuoco lento per quattro minuti.
Durante questi quattro minuti, cominciate a mettere sulla piadina, ma solo su una metà:
1. Uno strato di formaggi/latticini (quelli più succosi, tipo la mozzarella o i bocconcini con panna, andrebbero messi subito)
2. Uno strato di salumi
3. Altro strato di latticini (qui sono perfetti galbanini e sottilettami vari)
4. Una prima stesura di funghetti/sottaceti o chi per loro
5. Strato di salumi
6. Stesura di funghetti/sottaceti et similia
7. Se a questo punto avete ancora latticini/salumi/materiale come cotolette, wurstel, polpette, patatine, mettete tutto anche disordinatamente
A questo punto dovreste aver finito i quattro minuti, quindi spegnete. Lasciando lo Bbumbu sulla pentola:
1. Spruzzate con molto poco curry e origano (1 parte di curry e 3 di origano)
2. Spalmate sulla metà libera tutte le salse nell’ordine preferito (non esagerate con le salse a base di maionese, perchè spesso bloccano lo stomaco inaspettatamente)
3. Guarnite con le foglie di insalata
Ci siete quasi. Chiudete la piadina. Se siete in grado di mangiarla senza farla a metà (ma è molto, molto difficile e molto, molto pericoloso per qualunque cosa/persona possa temere di sporcarsi nelle vicinanze) fate pure, ma personalmente preferisco fare il tutto a metà.
A questo punto, comincia la mistica fase dell’assunzione, in cui scoprirete un autentico universo di gusto, multiforme, multisfaccettato e poliedrico. Fatevi stupire dalle infinite combinazioni che si creeranno tra gli strati, le salse, lasciatevi accompagnare dal delicato contrappunto dell’insalata, e cercare di non combinare un casino per terra.
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Prendiamo la teoria del caos. La storia della farfalla di Pechino e tutta quella roba, A Sound of Thunder, i discorsi di Ian Malcom in Jurassic Park eccetera. Adesso io non ho la minima idea di quanto costino in italia le previsioni del tempo, ma mettere in orbita un satellite non è cosa da poco. Non so quasi niente delle basi matematiche della teoria del caos, ma wikipedia può venire in aiuto. Una delle cose che dice nella pagina sull’effetto farfalla (in inglese) é:
Naturalmente la farfalla non può letteralmente causare un tornado
Affermando in seguito che ovviamente l’energia del tornado è incomparabilmente maggiore di quella della turbolenza scatenata dal battito di ali di una farfalla. E cos’è che può causare letteralmente un tornado? Facciamo delle ipotesi:
1. Silvio Berlusconi
2. Beppe Grillo
3. Solid Snake
4. La temperatura del sole
5. Joker
Ieri ho visto batman – il cavaliere oscuro, e mi è piaciuto, nonostante la lunghezza (morale del giorno: i film d’azione non devono durare due ore e mezza). La psicopatia funziona molto bene, heath ledger mi dispiace davvero sia morto, perchè mi sarebbe piaciuto vederlo in altri ruoli simili (non è un paese per vecchi) e anche perchè in fondo se la gente muore è sempre un dispiacere
Anche il discorso di fondo di batman, la storia del caso, delle monete, della gente che fa piani e del mondo che deve bruciare, è una cosa estremamente interessante – e spazza via tutti gli altri film supereroe-ragnett-mostroverd che ho visto fin’ora, che in effetti è sempre una categoria di film che ho odiato non avendo tra l’altro mai avuto una passione per i supereroi, se non per Paperinik e un’interesse in ritardo per Lupin, e si parla di un antieroe e di un ladro gentiluomo. Ah e Smallville mi provoca le coliche, quindi insomma, non sono per il supereroismo. Tra l’altro la sequenza SPOILER della storia delle due navi che non si fanno esplodere a vicenda, tutto molto bello e consolante, è stata per me la parte peggiore del film FINE SPOILER quindi facciamo saltare gli ospedali, ye. Cupo, oscuro, disturbante, neurotico, psicotico, eccetera. Vestiti da crocerossina per tutti.
Nuovo header: sublimato, acidamente tonale e vagamente saporito. Impressionato.
Questo disco dei pyramids si sta rivelando ascolto davvero particolare, perchè in genere ho questi tipi di approcci con i dischi: 1) folgorazione fin dal primo istante; 2) rigetto estetico più o meno subito; 3) noia; 4) interesse vago; 5) interesse molto forte ma bloccato da vari fattori come noia momentanea, discordanza emotiva; 6) piacere lieve e non necessario; 7) necessità fisico-psicologica.
Ora, i Pyramids rientrano parzialmente nelle categorie 5), 7), 2), il che, noterete tornando un po’ indietro, è una combinazione quantomeno curiosa. A volte avevo anche avuto dei dischi da 3) + 1), ma dei dischi da forte interesse, necessità fisica e rigetto estetico tutto insieme no, anche perchè molto spesso il rigetto estetico blocca quasi tutto il resto. Eppure con i Pyramids non va esattamente così. Non so. E’ che la loro forma di beatitudine deturpata, rovinata, eppure lo stesso beata, ma comunque molto deturpata, eppure indifferente di quella specie di offesa che è (diciamolo pure) quella drum machine programmata si direbbe da chiunque tranne che dai membri del gruppo, quel modo di estasiarsi nonostante tutto, e quel modo di estasiarsi proprio su quel ‘nonostante tutto’, questo mi attira in un modo fisico ed inevitabile, magneticamente.
Bene: supportiamo gli artisti malati (anche l’ultimo Kayo Dot è un’immersione inumana niente male). Più artisti malati e più dischi che attraggano magneticamente senza un preciso perchè (anzi, con tutti i perchè contro).
Oggi io e antonio abbiamo cominciato a collezionare le morali del giorno.
© lost crew | THIS. IS. FOR. THE HEART. STILL. BEATING. scrive (16.54):
perchè il pugliese è un altra lingua?
even that is only appearance scrive (16.54):
vabbè berghem
even that is only appearance scrive (16.54):
vai col nebiùn
even that is only appearance scrive (16.54):
che scappa’l terùn
War has changed scrive (16.54):
la pulenta
War has changed scrive (16.54):
la cassouela
even that is only appearance scrive (16.54):
cacao meravigliao
even that is only appearance scrive (16.55):
lo sapete che adesso qualcuno di noi dirà qualcosa che andrà sul mio blog, no?
War has changed scrive (16.55):
gobbledigook
© lost crew | THIS. IS. FOR. THE HEART. STILL. BEATING. scrive (16.55):
diocaneee
even that is only appearance scrive (16.55):
war has changed (cit.)
even that is only appearance scrive (16.55):
perfetto
Poco dopo, inoltre:
© lost crew | THIS. IS. FOR. THE HEART. STILL. BEATING. scrive (16.56):
ieri notte ho sognato di scopare una tipa con l’aids ( autocit. )
War has changed scrive (16.57):
benvenuto nell’aids (cit.)
Comincia nell’atmosfera più alta, in quell’aria rarefatta dove canta il silenzio e il tempo è poco più che un’astrazione. Quando scende attraverso gli alberi, al livello del mare, nei canali uditivi, finestre ellittiche e nervi uditivi [...], le forme cominciano a cambiare. Le onde sinusoidali diventano più distinte: chitarre paludose, turbinanti, percussioni come una pressa a vapore, un coro di voci celestiali. Gli strumenti colludono e collidono in una nebbia torbida e poi si dissipano, lasciando un vuoto cavernoso, una città di fantasmi, vestigia ed echi di brevi esistenze terrene. Da Denton e “altre parti della nazione”, dove gli apparentemente miti disturbi psicotropici possono avere implicazioni vaste e sinistre per certi elementi della popolazione locale, i Pyramids congiurano le cacofonie del grande mistero, una canzone alla volta.
Quattro persone hanno ritenuto quello che ho scritto sopra come descrizione significativa del suono del gruppo musicale che avevano messo insieme. Ora, a parte che queste persone dovrebbero ricevere un gotto pangalattico per natale (Douglas, capirai), c’è una strana angolazione ironica nel mettere le voci più beate del mondo insieme alla batteria più secca dell’universo.
Ma vabbè, è un mondo vario.
Oggi è arrivato il pacco della hydrahead, contente tra l’altro

lui (sì, è totale) ed adesso mi dedicherò per benino a spulciare i booklet (fanculo alla qualità e al feticismo fisico del cd. La cosa davvero grandiosa è spulciare i booklet. Leggere tutto, le note di produzione, i crediti scritti piccolissimi, chi ha suonato cosa e perchè e dove, scoprire che se nessuna band che ti piace ha dischi con ringraziamenti tipo a gesù, sant’antonio e la chiesa allora vuol dire che non finirai all’inferno, e poi la grande qualità dei digipak: la morbidezza. Morbidezza per me)
Nel frattempo da quando ho cominciato a scrivere fino ad adesso è trascorso mezzo cd dei Gridlink (sì, è un album che dura undici minuti) e sto godendo. Ho fatto passare un po’ di tempo, adesso sta finendo l’ultimo pezzo e la goduria è intatta. Bisogna capire quando una cosa deve durare un’ora o – poniamo – dei mesi e anche che a volte le cose durano abbastanza. Ad esempio c’è l’evento-tristezza di qualche giorno fa, il malato di sclerosi che ha fatto il videotestamento contro l’accanimento terapeutico. Ecco, saranno anche un gran paio di gran cazzi suoi, quelli. In un mondo ideale, il fatto che quest’uomo abbia fatto testamento e che ciò sia stato trasmesso ovunque con grande interesse di sto gran cazzo di un sacco di sacchi di carne (che termini poco simpatici!), tutto questo spingerebbe la mostruosa incazzatura di quel povero tizio ad abbattere la sclerosi e ricominciare a camminare e parlare ed essenzialmente Smerdare l’Universo. A volte ci si sveglia in questo stato: io oggi voglio smerdare l’universo. Beh, scordatelo, dice l’universo, e lo dice tramite il fatale primo sguardo allo specchio, che è la morte di chiunque, tranne di quelle persone che alla prima impressione riflessa vedranno: 1) il bambino monaco tibetano della pubblicità della fiat ‘niulangiadelda’ anche denominata ’scusaci cina ma sei una dittatura del cazzo’ 2) un metal-shoegazer 3) Von Ribbentropp, proprio lui, il mattacchione tedesco che firmò con Molotov il patto di non aggressione 4) Molotov.
Ricordo di poco tempo fa sul libro di storia la seconda guerra mondiale e quest’accidenti di foto della firma del patto Molotov-Stalin-Ribbentropp, in cui si vedono loro tre sorridenti e smaglianti nei toni di grigio tecnicamente invidiabili della fine dei ‘30, con Ribbentropp e Stalin rivolti verso un’altro fotografo (Stalin pacioccone come non mai) e Molotov (anche lui un po’ pacioccone, ma letale) rivolto verso the spectator, the humble spectator. I remember the strange effect that photo made on me… I was somewhat attracted, or amused, by that pic. Ok, torno all’italiano. Se non avete capito mi spiace. Chiedete di Molotov.
