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Parlo di meno, penso meno chiaramente e non ho una sintesi. Mi riduco, mi moltiplico, mi consumo e ancora non ho una sintesi. Non ho una definizione, non ho un termine, non ho parole e non ho l’espressione giusta, non ho molta comunicazione ma ho infinite vie sotterranee e subacquee e sopra le nuvole e al di là degli arcobaleni dove esplorare un qualche infinito movimento > infinita vibrazione > infinita energia > muraglie di suono che si fondono ed entrano nel corpo e si perde ogni distinzione

Come la vita appare un gioco di specchi, un castello di carte, un dialogo fittizio in un fumetto muto (Nihei insegna il mutismo) magari tradotto anche male. Viaggiamo di equivoco su equivoco e costruzioni su costruzioni. – consumarsi volontariamente come una specie di candela che continua a morire quando la fiamma è già spenta. – non si legge abbastanza e si legge troppo – nei significati, significati, cartellini adesivi da apporre su tutto, mercanteggiare, sistemare, considerare, classificare in scaffalature ordinate, buttare un po’ di confusione qua e là ogni tanto per igiene mentale. Una guerra nazionalista

- ordini, processo d’ordine, inventario, vedere persone consumarsi volontariamente su quelle minuscole scritte di pennarello e sui medicinali – una medicina per ogni cosa, una guarigione una diagnosi una terapia, stare meglio, stare bene, cercare di stare bene non si riesce a stare meglio sorrisi abbastanza stupidi e scherzi forzati e sono altri cartelli, cartellini, note e post-it e promemoria, e scaffali su scaffali in ogni ordine alfanumerico esistente, di cose, nomi oggetti idee ideologie pensieri considerazioni sacrifici amori e musica e tutto il resto. Le muraglie di suono.

siete troppo regolari, non mi piace

forse ti chiudo. Puzzi di polvere.

Lecce; accordatori con la scocca in metallo (bello); Isis sullo stereo, max. 140 km/h [la curva f(x) presenta tangeze parallela all'asse delle ascisse con f(x)=velocità(ka) e x = 140km/h]; po, ettore; fumetteria, Blame! #9, 4€; generatori di rumore, oscillatori, polaroid. Gelato; due gusti. Cioccolato fondente, panna cotta; povero zabaione, né con zaba né con ione, sapore di melone; piazza santoStronzo, vetture elettriche facoltà di ingegneria, goduria, gelato; proposta: McDonald’s, 1 €, Cheeseburger; dolcesalato fantastico. Ritorno: max. 140 km/h, Slow Riot for new Zerø Kanada, entropia in aumento: vertiginoso. Vertiginoso incrocio vertigine sulla rotatoria crescendo rullante e distorsione e archi, archi su archi su batteria/e e bassi e chitarre, distorsione. Sbaglia l’uscita, ma poi la prendi giusta. Francavilla Centro: molto più bella, più traditrice, via San Vito, a casa.

Che non lo sappia la madre

Che poi si direbbe che un conto sono le bande di motociclisti giapponesi dodicenni con le svastiche e un conto è il governo che continua a portarla con gli immigrati ma non la porta contro l’immondizia. Non per demonizzare nessuno, d’altronde si sa che il diavolo sono i comunisti, ma io vorrei capire se quella vecchia storia politica dell’elemento esterno introdotto per distrarre l’attenzione della Massa dai problemi interni possa avere davvero un’applicazione così banale. Oppure sono io un genio della storiografia adolescenziale, o magari sono io il diavolo che ha posseduto Emily Rose. Forse il fatto di averlo visto a spezzoni durante l’ora di religione (abbiamo un professore sinceramente appassionato di esorcismo) (non che sia un reato) me l’ha un po’ rovinato, però l’effetto di aspettare eoni per l’inizio serio di un film che presenta banalismi schifosi, ehnnò. Non mi puoi tacciare di realismo un film in cui il giudice prende 1) visibilmente le parti dell’avvocato 2) fa la morale da film americano (ma?) al cattivissimo procuratore distrettuale che non capisce che qui ci sono grandi cose.

Bella anche la morale da Star Wars fatta dal prete che osserva con sguardo appassionatamente cristiano le ‘Forze Oscure’ (cit.) che stanno tramando (nell’oscurità, ovviamente) contro la povera, indifesa, agnostica ed insopportabile avvocatessa che alla fine ovviamente si fa suora in lotta contro tutti i demòni (demòni, cazzo, demòni), perchè insomma, quest’esercito di Forze Oscure le blocca gli orologi (e sempre alla stessa maledetta ora! Sarà un simbolo?). Ancora più evocativo l’esorcismo nella stalla con questo prete dibattuto in una tempesta di paglia, pioggia, serpenti, uomini abbattuti da cavalli e tanta religione, che grida un bel latino con lo stesso tono imperioso con cui un supereroe (un supereroe prete, servirebbe) può gridare l’eterna vendetta contro il supercattivo che ci ha ammazzato la nonna. Ovviamente alla fine tutti muoiono, tranne Emily che, avendo assurto al suo ruolo di semisanta superprofeta, ha diffuso il suo scioccante messaggio nel mondo (che poi qualcuno potrebbe dire, ok, hai detto che il diavolo c’è, quindi dio c’è? Ma sei sicura? In fondo, sei, tipo, morta, no?) che ovviamente grazie a lei e grazie a tutti i morti e grazie al prete che è libero di sfidare qualche altro demòne e grazie all’avvocatessa ubriacona e agnostica ora diventata anche lei un po’ semisanta, beh, alla fine il mondo è migliore di com’era all’inizio.

Più che altro è la solita frustazione per un’opera cinematografica con un certo lavoro dietro e una montaGna di soldi che ovviamente finisce fuori come solito prodotto.

Questo solo per dire, al di là dei motociclisti neonazi (dio ti benedica [cit.]), che se non vado più al cinema e mi affido per vedere roba nuova ai consigli incrociati di wikipedia (asd) e di sette amici, un motivo ci sarà.

E oggi le Forze Oscure non possono nulla contro di me

Waffel. Brachetto. MSN, hardcore sperimentale, ansa.it notizie inutili, sonno, brachetto, naxos o nexos o come si chiama, ancora sonno. Ho cominciato a dormire sul letto matrimoniale di mia sorella, quando sta all’università. In campagna abbiamo trovato quindici zanzare su un muro. Mia madre dice che c’era un nido nel ramo di pitosforo che ha portato dentro. Quindici zanzare sono tante.

sonno rumorenoia atonale melodia soporifera sonno viene voglia di rigirarsi nelle coperte e sentire solo stoffa stoffa un’atmosfera di tessuto rumorenoia ronf ommioddio il cioccolato è finito, si andrebbe avanti per ore a mangiare cioccolato finchè non finisse e insalata due coppe per due e piadina lu bbombu per due e coca cola falsissima ice cola e sembra chinotto zuccherato molto meglio la puertosolo puercosolo accidenti al porco quando torna? Se non torna non posso andare a letto mi tocca stare qua ad ascoltare gli I Have Eaten the City musica improvvisata dilatata e rarefatta e pensando ‘oh mio dio, non riesco ad esprimere il mio pensiero!

Echoplex scrive (22.00):
senti l’incipit
Echoplex scrive (22.00):
mena
Echoplex scrive (22.00):
te lo chiedo in ginocchio
Windstorm Promised scrive (22.01):
non mi fate studiare
Windstorm Promised scrive (22.01):
maledetti
Windstorm Promised scrive (22.01):
STRONZII
Echoplex scrive (22.01):
viti mena
Echoplex scrive (22.01):
ti cambia la vita
Windstorm Promised scrive (22.01):
vitimu
Windstorm Promised scrive (22.01):
PORCODDIO
Windstorm Promised scrive (22.01):
[emoticon allibita]
Windstorm Promised scrive (22.01):
AAAAAAAAH
Windstorm Promised scrive (22.01):
[emoticon terrorizzata]
Windstorm Promised scrive (22.01):
GNOOOOOOOOOOOOOO
Windstorm Promised scrive (22.01):
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH
Echoplex scrive (22.02):
hai sentito cosa ha proferito?
Windstorm Promised scrive (22.02):
VADO IN BAGNO A LAVARMIIIIIIH
Windstorm Promised scrive (22.02):
VAFFANCULOMERDA
Windstorm Promised scrive (22.02):
ARGILLA BAGNATA
Echoplex scrive (22.02):
a vaiano
Windstorm Promised scrive (22.03):
ma secondo te si rende conto di quanto senso abbia?
Echoplex scrive (22.03):
TI INFILO QUATTRO DITA NEL CULO
Windstorm Promised scrive (22.03):
è come se Moccia facesse letture dei suoi libri suonando tre accordi a pizza
Echoplex scrive (22.03):
LE TIRO FUORI PIENE DI MERDA
Windstorm Promised scrive (22.03):
CRISTOO
Echoplex scrive (22.03):
ma no è profondo
Windstorm Promised scrive (22.03):
non so, sperava che uscisse dell’idrogeno pesante?
Echoplex scrive (22.04):
dell’elio
Windstorm Promised scrive (22.05):
tutto ciò finisce bellamente sul blog, amico
Echoplex scrive (22.05):
ciao mamma!

1. terminally commuted the end of the machina is near to us lowering throat volume breeding noise all around the machines all around labyrinths to escape away the blackened mind terminally commuted away 2. silicon basis my vision multiplied sorrow is abandoned the white thin silicon porcelain on my hands and my head to burn impurities off and resuscitate from the imperfection into the complete unorderly chaos universal state of consciousness random movement silicon basis 3. not in my nature not in my name not in me there’s nothing not now not yet to negate and to debate regulation is pointless now destroy nothing and nothing to hide from the eyes of those who seek not me 4. secret landscape unknown to the eye resolution kilometres further movement kilometres down across the road there’s no path to the highest to the sun spherical space all around light and darkness in me 5. I was alone. Sick and one alone. Heavy metal cataracts around me. Flowering mechanisms, and alone. Ego dismantled. Sick and one alone. Fluid inside, fluid outside. No comprehension of myself. My internal reality is obscured. Closed, and alone. Sick and one alone. Burn the palaces down, you noisy goddess, burn the palaces down. I’ll suck onto myself the dust, slowly descending dust, cohesive fluid, sick and one alone. Burn the palaces down, you noisy goddess, burn the palaces down. 6. Close to me get closer to me come closer to us reveal and unveil reveal and discover and strenghten and myself no more oh my I could touch your lids and caress them and sing something and sound around your lips and self-duplicating rewriting and deleting close to the deletion soon I’ll put my fingers on your lips and say ‘quiet’ then on your lids and say ‘it has been a long journey’ when we will stop the travel will be close to the end close to the deletion your lips your lids delete. 7. Within me inside me nowhere within you inside you elsewhere Nothing will be lost in the embrace within

Proiettati indelebilmente sulla superficie della retina, dilatata all’infinito, c’è l’immagine architettonica della tempesta che gravita attorno a due tipi di edifici: palizzate distese lungo i cavi elettrici, lampioni che immortalano la statica soppressione del cemento e dell’acciaio; e ciminiere, comignoli fumanti briciole di umanità, spezie raffinate nei nostri polmoni, nei labirintici meandri carnosi. Ad un tratto si potrebbe alzare lo sguardo e perdersi senza nessuna relazione con tutto il resto, dimenticando le superfici dure e l’aria pesante e le costrizioni dei segnali e dei cartelli e i messaggi iniettati a forza nella nostra testa per osservare per un istante la tempesta promessa che gravita sui nostri volti. [...] Gli spigoli compressi, i percorsi, le questioni di piccolo conto fatte scivolare come dei pattinatori sul ghiaccio, perdono tutte la loro qualità confortante. Sembra di muoversi in un bosco surrealista, fiabesco e allucinato, ma privo di tutto quel fascino e molto, molto più reale. Disillusioni che camminano rapidamente sui binari. Accelleri lievemente il passo; il peso si sposta con molta più irregolarità, non riesci a seguire il tuo percorso. Ti sembra di scivolare, in modo sfumato, quasi impercettibile e anche morbidamente – piano, con calma – in un territorio sconosciuto – ci stiamo perdendo? Dove stavamo andando? [...]